Focus sulle aree urbane caratterizzate dal radicamento islamista e dal ritiro dello Stato
Il termine “no-go zone” ha ricevuto la sua prima seria attenzione nel discorso accademico e pubblico all’inizio degli anni 2000. Sulla base di una ricerca del 2006, lo storico Daniel Pipes ha pubblicato nel 2015 un articolo intitolato Europe’s No‑Go Zones: Fact or Fiction? sulla rivista Middle East Quarterly, che ha segnato uno dei primi approcci sistematici al concetto in un contesto europeo. Pipes ha osservato che «il solo governo francese ne ha contate 751», definendole «zone parzialmente vietate» poiché «i rappresentanti dello Stato, in particolare la polizia, possono accedervi solo con un dispiegamento massiccio di forze e per periodi di tempo limitati»...